
— Non capisco. — La donna scosse la testa.
— Sto denudandomi psicologicamente per voi, signora Rennsaeler. È la mia unica difesa contro la vostra ostilità. Spero che voi possiate aiutarmi a divenire qualcosa di meglio di un illusionista da strapazzo. Vi intendete di rapporti sociali?
— No — disse lei. — No. Sono venuta qui per smascherare un volgare ciarlatano. Io…
— Ascoltatemi. Io mi servo della mia eccezionale facoltà per aiutare le persone confuse e smarrite. Vengono qui da me degli strani malati, quelli che non sanno scoprire i loro stessi problemi. Io li aiuto in un solo modo: a indovinare i loro problemi. Mentre parlano io seguo il flusso dei loro pensieri. Mentre si agitano e si confondono, ricostruisco punto per punto il loro caso, dico loro di che crisi soffrono. La delineo chiaramente davanti ai loro occhi. È come se avvolgessi il loro problema individuale in un bel pacchetto e lo consegnassi nelle loro stesse mani. Possono portarlo al più vicino psicanalista per averne la soluzione, benché generalmente non sia affatto necessario.
— Allora non siete un ciarlatano.
— No, signora Rennsaeler. E voi mi credete. Almeno così leggo nel vostro pensiero. Mi credete e volete aiutarmi. Non è vero?
Dopo un lungo silenzio lei disse: — Sì… dannata telespia. Vi credo e voglio aiutarvi.
Gart le prese una mano. — Avete già cominciato ad aiutarmi. Mi avete dato un nome.
Il Geoffrey Reick, la prima astronave normalmente equipaggiata che raggiunse la Luna, scorse l’apparecchio e il corpo di Glen Tuttle nel mezzo di un giacimento di 100 chilometri di stellite di Haines, valutata quindici dollari al chilo.
