LA CORTE: Signori! Signori! Non possiamo permettere discussioni di questo genere. La Corte è perfettamente al corrente del fatto che esperti in materia extrasensoriale rendono validi servigi alla società in vari campi della vita attuale; il medico esper, il legale esper, l’educatore esper, il criminologo esper… per menzionarne solo alcuni. Tuttavia un esper non può legalmente essere ammesso in una Corte, e fare dichiarazioni da scriversi a verbale.

AVV. LECKY: Non si può sostenere che un’intrusione nell’intimità del pensiero sia immorale, come non si può affermare che l’istantanea di un bagnante nudo rappresenti un’offesa al pudore. Tre secoli fa si pensava che il corpo umano fosse una cosa vergognosa. Celarlo era la strana consuetudine dell’epoca. Ma abbiamo superato da molto tali concetti medievali.

LA CORTE: Verissimo avvocato Lecky, ma la giustizia umana non ha ancora ripudiato il principio stabilito per cui non ci si può servire di un uomo come testimone contro se stesso. Non si può rivolgere la testimonianza di un uomo contro di lui. Non si può forzare un uomo a convincersi che è nel falso a livello inconscio. La giustizia deve sempre mantenersi obiettiva. Se così non fosse che cosa accadrebbe agli innocenti che si credono colpevoli? Come potrebbe una Corte conciliare le loro confessioni di colpevolezza soggettive con la loro innocenza obiettiva? L’obiezione è accolta.


Nel 2300 la Sacramento III che sorvolava cautamente la zona est di Marte in cerca di giacimenti minerari radioattivi, scoprì i resti dell’eterno marito, Alan Courtney. Era sopravvissuto due anni all’atterraggio, integrando i suoi ultimi rifornimenti con i licheni e con la rugiada che si formava sulla superficie della sua astronave. C’erano cicatrici e frammenti di ruggine sulla sua lingua.

Evidentemente era impazzito perché trovarono il suo cadavere rinsecchito ancora inginocchiato ai piedi di una roccia sulla quale era stato scolpito il simbolo dell’Ordine del Pitone.



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