
— Questo messaggio è confidenziale. Per Craye D’Courtney. L’Ufficio Informazioni comuni vi dirà dove trovarlo. Trasmettete… — Reich consultò il codice. — Trasmettete: YYJI-TTED-BBCB-UUFE-AALK-QQBA. Fatemi avere la risposta al volo.
— Benissimo, signor Reich, eseguirò.
Reich interruppe la comunicazione. Allungò la mano verso il mucchio di carte e di cilindri di cristallo ammassati sulla scrivania, ne prese uno e lo inserì nel magnetofono. La voce della segretaria disse; — Le azioni della Sacramento sono scese del 2,1134%. Quelle della D’Courtney sono salite del 2,1134 %…
— Fuori dalla mia tasca, dentro la sua! — e si alzò in un’agonia d’impazienza. Ci sarebbero volute ore perché il messaggio raggiungesse Marte e ritornasse. Tutta la sua vita dipendeva dalla risposta di D’Courtney.
Uscì dal suo ufficio e cominciò ad aggirarsi per i vari piani e reparti della Torre, dandosi l’aria di controllare rigidamente le varie attività come effettivamente soleva fare. La sua prima segretaria lo accompagnava discretamente come un cane ammaestrato.
Cagna ammaestrata pensò Reich. Poi, a voce alta: — Scusate. L’avete captato?
— Non importa, signor Reich, capisco.
— Io no. All’inferno quel dannato D’Courtney!
Nell’Ufficio del Personale stavano esaminando, interrogando, vagliando la solita massa di aspiranti a un impiego. Impiegati tecnici specialisti, personale amministrativo, capi ufficio. La selezione preliminare veniva effettuata in base a prove e colloqui che non soddisfacevano mai il capo del personale esper, il quale, all’apparire di Reich, stava appunto percorrendo la stanza a grandi passi in un accesso d’ira. Il fatto che la segretaria di Reich lo avesse avvisato telepaticamente della visita non lo turbava affatto.
— Ho destinato dieci minuti a ogni candidato per il mio esame finale. — Il capo stava strillando all’indirizzo dei suoi uomini spauriti. — Sei all’ora.
